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 I nostri stili di gioco

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Servius Sertorius
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Sagittario Serpente
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MessaggioTitolo: I nostri stili di gioco   Gio 19 Gen 2012 - 8:37

Questo topic vuole essere un riferimento per gli avventori di questo forum che vogliano conoscere meglio i nostri stili di gioco. In esso troverete una panoramica dei principali stili da noi adottati, corredati da una spiegazione e dai nomi di uno o più giocatori ritenuti rappresentativi di tale stile. Le mappe di questi e di moltissimi altri giocatori possono essere scaricate nell'apposita sezione "Città" del sito principale ( http://www.caesar3.it/citta.htm ) o richieste ai membri del forum.

ATTENZIONE!
Se siete alle prime armi con Caesar III vi consigliamo di visitare prima la sezione "Consigli per principianti" ( http://caesar3.forumotion.com/f21-consigli-per-principianti ) e leggere almeno i primi due saggi di Mosé Viero:
  1. Le strutture di Caesar III;
  2. I consiglieri di Caesar III;
  3. L'elemento strategico.

Per un ulteriore approfondimento delle meccaniche di gioco vi consigliamo il saggio di Servius Sertorius:
  • De Caesaris Hereditate.

I saggi e molto altro materiale utile sono reperibili in formato .pdf nella sezione "Strategie".
Ricordiamo inoltre che siamo sempre a disposizione per qualunque domanda inerente al gioco, dai problemi installazione fino al colore del mantello delle pecorelle di Capua. Basta chiedere! Ricordate però di farlo nelle sezioni apposite !



MESSAGGIO PER CHIUNQUE VOGLIA COLLABORARE A QUESTA SEZIONE
Questa sezione può essere ampliata e perfezionata grazie ai contributi di chiunque.
Presentate qui il vostro stile di gioco oppure contattatemi e provvederò a inserirlo nel post sottostante (purché presenti tratti caratteristici che lo distinguano dagli altri già presenti in lista).


Grazie per l'attenzione e buona lettura!

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SERVIUS SERTORIUS


Ultima modifica di Servius Sertorius il Gio 31 Mag 2012 - 2:50, modificato 10 volte
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Servius Sertorius
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Sagittario Serpente
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MessaggioTitolo: Lista degli stili di gioco   Gio 19 Gen 2012 - 8:42

Isolazionismo

Col termine isolazionismo designamo lo stile di chi gioca nel rispetto del seguente principio:
  • suddividere la città in isolati chiaramente distinguibili, separati in base alla loro funzione (isolati residenziali, industriali etc.).

In altre parole l'obiettivo dell'isolazionista è costruire una città suddivisa in tanti blocchi (isolati) distinti, separati fisicamente (cioè scollegati l'uno dall'altro), per mezzo di corpi di guardia o anche soltanto a "colpo d'occhio" (collegati cioè tramite rami di strada ma comunque chiaramente distinguibili l'uno dall'altro). Ogni isolato assolve una funzione particolare: ci sono quelli industriali, dove si producono le merci, quelli residenziali, dove si trovano le abitazioni, quelli militari, dove hanno sede mura e torri e via dicendo.
Una città isolazionista è infine per natura molto leggibile: il suo essere chiaramente suddivisa in quartieri rende l'intero schema urbanistico facilmente assimilabile e riproducibile anche a un'occhiata non troppo scrupolosa.

Limitatamente a questo sito un'interpretazione moderata di questo stile di gioco è data da Alberto Barsella (il quale non è membro di questo forum): le sue città sono organizzate in isolati chiaramente distinguibili e sono facilmente riconoscibili per la presenza di un isolato residenziale molto caratteristico, composto da 25 insulae grandiose, denominato appunto barselliano.
Un'espressione ben più estrema dell'isolazionismo è Servius Sertorius: le sue città presentano una suddivisione ancora più netta in isolati quasi sempre completamente separati gli uni dagli altri. Si possono riconoscere gli isolati industriali, spesso ulteriormente suddivisi in base alla risorsa prodotta, quelli militari e addirittura alcuni isolati ricreativi, contenenti cioè le strutture d'intrattenimento quali teatri e Colossei. Abbastanza caratteristici di questo giocatore sono gli isolati educativi e religiosi e quelli residenziali sertoriani caratterizzati dalla struttura a "U" che garantisce grande compattezza e densità abitativa (32 insulae grandiose).



Agglomeratismo

Col termine agglomeratismo (o agglomerazionismo ) designamo lo stile di chi gioca nel rispetto del seguente principio:
  • concentrare (agglomerare) la città entro un'area il più possibile ristretta.

In altre parole l'obiettivo dell'agglomeratista è avere una città "compatta", contenuta cioè entro un'area il più piccola possibile.
Una città agglomeratista è infine, seppur congenitamente meno leggibile di una isolazionista, comunque molto razionalmente ripartita negli spazi: le strutture pur non essendo rigidamente separate in isolati in base alla loro funzione o tipologia (residenze, industrie, difese) sono comunque ragionatamente distribuite in accordo col primo e il secondo principio e, ad un'occhiata attenta, si presentano in uno schema non troppo difficilmente riproducibile.

Limitatamente a questo forum l'espressione più estrema dell'agglomeratismo è Goldenaxe (in effetti la definizione di questo stile è basata sullo studio delle sue partite): le sue città sono molto compatte, sviluppate attorno a una o a poche lunghe strade, sfruttano ogni tile di scenario disponibile, ma non rinunciano a una perfetta stabilità economico-strutturale e ad uno sguardo attento presentano anche una certa razionalizzazione nella distribuzione delle strutture, che si alternano armonicamente tra fattorie, case, industrie e servizi.
Estendendo la ricerca all’intero pianeta, il giocatore più marcatamente agglomeratista che ci è capitato d'incontrare è Whisperwind (il quale non è membro di questo forum): le sue città, complice il dichiarato obiettivo della città eterna (perfettamente e durevolmente autosufficiente) e del cosiddetto poker (il 100 nei quattro livelli di cultura, prosperità, pace e benevolenza), sono estremamente compatte, perfettamente stabili e in qualche modo anche leggibili.



Caotismo*

Col termine caotismo (*inventato per l'occasione, non esistente nella lingua italiana) designamo lo stile di chi gioca nel rispetto del seguente principio:
  • raggiungere semplicemente gli obiettivi richiesti per superare lo scenario.

Non si tratta di un vero stile di gioco in quanto i caotici espandono la città in ogni direzione senza seguire un particolare piano né porsi alcun obiettivo al di fuori dei cinque (popolazione, cultura, prosperità, pace, benevolenza) previsti per il superamento dello scenario.
Questo porta spesso a città parecchio estese ma strutturalmente molto instabili (case che saltano in continuazione da un livello all'altro) e poco leggibili e riproducibili.
Sebbene questo modo di giocare sia tipico dei novellini a volte anche giocatori esperti seguono questa strada.

Limitatamente a questo forum il caotista per eccellenza è il Sommo Quadrupede Lupo, le cui città della carriera principale sono un vero e proprio manifesto dello "stile" caotista: non c'è alcuno schema a regolare il dislocamento di case e infrastrutture, tutto è disposto istintivamente ovunque ci sia spazio.



Deluxe

Col termine deluxe designamo lo stile di chi gioca nel rispetto del seguente principio:
  • non edificare mai, per nessun motivo, abitazioni di livello inferiore all'insula grandiosa.

Si tratta, più che di uno stile vero e proprio, di una sorta "codice d'onore" col quale alcuni giocatori integrano il proprio stile di gioco. Il deluxe è molto difficile da padroneggiare ma assicura un livello di prosperità mai inferiore a 80.
Limitatamente a questo forum l'esponente per eccellenza del deluxe è Goldenaxe, il quale è solito porre ulteriori limitazioni (non utilizzare i corpi di guardia se non sulle mura esterne, avere granai e magazzini sempre pieni, fare il più possibile a meno degli acquedotti).
Un altro esponente del deluxe è Anco Marzio.



Realismo

Col termine realismo designamo lo stile di chi gioca nel rispetto del seguente principio:
  • edificare una città il più possibile simile alle reali città romane dell'antichità.

Lo stile realista è piuttosto complesso da gestire opportunamente in quanto impone di costruire città simili a quelle antiche scontrandosi spesso con le meccaniche di gioco. Questo stile è inoltre applicato anche in fase di editing delle mappe: il map designer realista crea mappe di gioco basate su città realmente esistite premurandosi di riprodurne con accuratezza la reale orografia ed il contesto storico.
Limitatamente a questo forum l'unico esponente del realismo è Governator Dianensis (in effetti la definizione di questo stile è basata sullo studio delle sue partite).



Eternismo*

Col termine eternismo (*inventato per l'occasione, non esistente nella lingua italiana) designamo lo stile di chi gioca nel rispetto del seguente principio:
  • edificare una città perfettamente ed eternamente autosufficiente.

Lo stile eternista è forse il più difficile in assoluto. Una città è definita eterna se non richiede più alcun intervento da parte del giocatore. Basta anche una minima disfunzione che costringa a eseguire un click col mouse perché la città non possa più essere considerata eterna. Gli unici interventi concessi sono quelli dovuti alla gestione delle invasioni nemiche e delle richieste imperiali. Spesso gli eternisti si impongono anche l'obiettivo del poker.
Limitatamente a questo forum l'unico esponente di questo stile è Anco Marzio.
Estendendo la ricerca all'intero pianeta un altro eternista è l'americano Whisperwind.
Entrambi sono anche pokeristi.

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Ultima modifica di Servius Sertorius il Gio 31 Mag 2012 - 2:51, modificato 18 volte
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MessaggioTitolo: Rispondete e commentate!   Gio 19 Gen 2012 - 8:55

Se siete in disaccordo con le definizioni che ho dato, rispondete a questo topic e ci accorderemo per eventuali modifiche. Sono in particolare interessato a sapere se c'è qualche altro utente del forum che si ritiene rappresentativo di uno dei tre stili inizialmente proposti o di un altro che possiamo aggiungere adesso. Se c'è si faccia avanti, vedrò di inserirlo!

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MessaggioTitolo: Re: I nostri stili di gioco   Gio 19 Gen 2012 - 11:03

Esiste lo stile a "fallodisegugismo"? Very Happy

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non ea vis animo nec tanta superbia victis
i vinti non hanno tale audacia nell'animo, o tanta superbia.
Ogni stile contraddistingue uno spirito...ogni spirito soggiace ai suoi stilemi
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MessaggioTitolo: Reazioni dell'opinione pubblica   Gio 19 Gen 2012 - 11:07

Vesaniente Vento ha scritto:
Esiste lo stile a "fallodisegugismo"? Very Happy
GLaDOS ha scritto:
Gli Aperture Laboratories la informano che il suo commento sarà valutato con un nota negativa. Seguita dalla morte.
Gordon Freeman ha scritto:
...
Old Snake ha scritto:
Post has changed.
Voldemort ha scritto:
AVADA KEDAVRA!
Gandalf ha scritto:
TU NON PUOI POSTARE!
Yoda ha scritto:
Perché boiate tu scrivi?

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Vesaniente Vento
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MessaggioTitolo: Re: I nostri stili di gioco   Gio 19 Gen 2012 - 11:29

Andrew Ryan ha scritto:
"Ogni stile contraddistingue uno spirito...ogni spirito soggiace ai suoi stilemi"

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non ea vis animo nec tanta superbia victis
i vinti non hanno tale audacia nell'animo, o tanta superbia.
Ogni stile contraddistingue uno spirito...ogni spirito soggiace ai suoi stilemi
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MessaggioTitolo: Re: I nostri stili di gioco   Gio 19 Gen 2012 - 23:07

[quote="...Limitatamente a questo forum, il caotista per eccellenza è il Sommo Quadrupede Lupo, le cui città della carriera principale sono un vero e proprio manifesto dello "stile" caotista: non c'è alcuno schema a regolare il dislocamento di case e infrastrutture, tutto è disposto istintivamente ovunque ci sia spazio.[/quote]

Esattamente... mio giovane Servius. Il mio modo di costruire la città, è proprio questo, del resto l'ho dichiarato apertamente in più occasioni. Le città romane erano molto ordinate, tranne una... la capitale! Comunque a parte questa considerazione a me piace la città caotica, è una questione di gusto. Non sono interessato a raggiungere i livelli più alti dell'efficienza o della prosperità nelle mie città. Devono solo piacermi quando le guardo...
Tanto è che quando finisco lo scenario mi spiace sempre un po', perchè mi "affeziono" alle mie casette, e più incasinata è la città e più mi piace. Se potessi, cioè se non fosse un suicidio totale, ci farei anche le piazze...
Forse anche per questo mi piace pure Faraon, dove il caos è più gestibile rispetto a Caesar III.

Liberatevi dagli schemi e lasciate spazio alla fantasia!

Ci si legge

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MessaggioTitolo: Re: I nostri stili di gioco   Ven 20 Gen 2012 - 6:44

Beh, non hai nominato lo stile De Luxe !!!



Lo stile De Luxe prevede che, a prescindere dalla forma della città, TUTTE LE ABITAZIONI siano INSULAE GRANDIOSE.
E' fatta eccezione per le ville patrizie (solo se strettamente necessarie).
Non è consentito l'uso di corpi di guardia all'interno della città, ma solo lungo le cinte esterne.

NO TENDE! NO CAMPING!

La cosa mette una certa dose di pepe nella costruzione delle città, Twisted Evil ma alla fine sono le più belle che si possano ammirare!


Altre linee guida dello stile:


- ABBONDANZA! Granai sempre pieni, mercati monoprodotto sempre pieni! pig
- acquedotti ridotti al minimo o nulli (se possibile, solo cisterne)

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Ultima modifica di Goldenaxe il Ven 20 Gen 2012 - 6:57, modificato 1 volta
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MessaggioTitolo: Re: I nostri stili di gioco   Ven 20 Gen 2012 - 6:57

A me piacciono molto le insulae medie....

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MessaggioTitolo: Risposta multipla: esclusione del deluxe e insulae medie   Ven 20 Gen 2012 - 9:39

Goldenaxe ha scritto:
Beh, non hai nominato lo stile De Luxe !!! [...]
Non l'ho nominato perché rientra nello stile di gioco agglomeratista. Tutte le tue città deluxe sono agglomeratiste, ma non viceversa.

Lupo ha scritto:
A me piacciono molto le insulae medie....
Ma... Capo! Sono antieconomiche! Ti cito un estratto del DCH, sottoparagrafo 3.3.3, pag.11:

"[...] Vi è poi un’ulteriore considerazione da fare riguardo al consumo dei prodotti finiti. Nel nostro esempio abbiamo ipotizzato la presenza di 30 insulae medie maggiori e 80 insulae medie minori per un totale di 4.000 abitanti. Ma se è vero che 4.000 abitanti consumano sempre 2.000 unità di cibo non lo è altrettanto nel caso dei prodotti finiti. Abbiamo infatti affermato che il ritmo di consumo di questi ultimi dipende dal numero di abitazioni che li consumano e non dalla popolazione. Vediamo ad esempio cosa succede se supponiamo che i nostri 4.000 concittadini vivano in 40 insulae medie maggiori e solo 40 minori. Possiamo notare come a parità di popolazione il consumo mensile di vettovaglie e mobili si riduca del 27% circa (60 u in meno):

(40 + 40) abitazioni × 2 = 160 u
Se poniamo tutte le 4.000 persone in 50 insulae medie maggiori la riduzione dei consumi è ancora più sensibile, circa il 55% (120 u in meno):

50 abitazioni × 2 = 100 u
Ciò implica che una città con più abitazioni minori consuma molti più beni di una ugualmente popolosa ma con più abitazioni maggiori. Analogamente 4.000 abitanti consumano molte più vettovaglie se abitano in 50 insulae medie maggiori piuttosto che in 20 palazzi di lusso:

50 insulae medie maggiori × 2 = 100 u
20 palazzi di lusso × 2 = 40 u
Se ne deduce che è molto più conveniente avere poche abitazioni molto popolose che tante meno capienti. [...]"

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MessaggioTitolo: Contributi e vecchie glorie   Ven 20 Gen 2012 - 12:14

Ho appena finito di inviare qualche mail a certi vecchi nostri amici che latitano da un po' di tempo. Spero che tornino.

Tra questi c'è Governator Dianensis il cui stile di gioco meriterebbe di entrare nel novero di quelli ufficiali. Non l'ho inserito per il semplice fatto che non ho materiale sufficiente per fornire una descrizione esauriente. Se torna lo torchio per bene finché non parla.

Sarei interessato anche a sentire il parere di Anco Marzio in merito a questo argomento. Invierò una mail anche a lui.


Qualcuno si metta in contatto con Fabiko, Antigone, Blueyes, PacO Magiaro, dgb71, Gladiatore, andnick, Ema Trinacrica e quanti altri abbiano partecipato al torneo nel Nuovo Mondo o fornito contributi di vario genere! Non ho le loro mail! Insomma, come direbbe De Falco:

CONTATTATELI, CAZZO!

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MessaggioTitolo: Re: I nostri stili di gioco   Ven 20 Gen 2012 - 21:11

Non mi interessa che siano antieconomiche... mi piacciono e basta... sono "pittoresche". La mia città deve essere un quadretto da guardare nel monitor del mio PC... Mi piace ad esempio creare un piccolo quartiere nel bel mezzo del nulla, solo perchè vicino c'è un ansa di un fiume oppure un boschetto... se poi ci sono le pecoerelle rompiballe che girano nelle vicinanze è ancora meglio....
Ho un animo bucolico....

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MessaggioTitolo: Re: I nostri stili di gioco   Ven 20 Gen 2012 - 22:04

Servius Sertorius ha scritto:
Goldenaxe ha scritto:
Beh, non hai nominato lo stile De Luxe !!! [...]
Non l'ho nominato perché rientra nello stile di gioco agglomeratista. Tutte le tue città deluxe sono agglomeratiste, ma non viceversa.

No, no, anzi semmai è il contrario. Ieri non l'ho scritto, ma il DE LUXE "E' " UNO STILE, piuttosto non definirei "Isolazionista" e "agglomerazionista" come STILI, semmai come ARCHITETTURE (o un altro sinonimo).

Infatti basta costruire una città con solo insulae grandiose, ed è De Luxe.
Non importa se ho utilizzato uno, due o tre quartieri. Oppure sai quante volte si rende necessario un insediamento vicino le risorse al di fuori dell' agglomerato. Si possono fare città De Luxe anche isolazioniste.

Insomma, dovremmo definire meglio cosa si intende per stile, io propongo il De Luxe come stile.

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MessaggioTitolo: Res bucolica e de luxe   Ven 20 Gen 2012 - 22:14

Lupo ha scritto:
Non mi interessa che siano antieconomiche... mi piacciono e basta... sono "pittoresche". La mia città deve essere un quadretto da guardare nel monitor del mio PC... Mi piace ad esempio creare un piccolo quartiere nel bel mezzo del nulla, solo perchè vicino c'è un ansa di un fiume oppure un boschetto... se poi ci sono le pecoerelle rompiballe che girano nelle vicinanze è ancora meglio....
Ho un animo bucolico....
IGH! Il Virgilio dei nostri tempi!
Mi sorge solo un atroce sospetto circa il tuo interesse per le pecore....

Goldenaxe ha scritto:
No, no, anzi semmai è il contrario. Ieri non l'ho scritto, ma il DE LUXE "E' " UNO STILE, piuttosto non definirei "Isolazionista" e "agglomerazionista" come STILI, semmai come ARCHITETTURE (o un altro sinonimo).

Infatti basta costruire una città con solo insulae grandiose, ed è De Luxe.
Non importa se ho utilizzato uno, due o tre quartieri. Oppure sai quante volte si rende necessario un insediamento vicino le risorse al di fuori dell' agglomerato. Si possono fare città De Luxe anche isolazioniste.

Insomma, dovremmo definire meglio cosa si intende per stile, io propongo il De Luxe come stile.
Allora mi sono sbagliato. Chiedo venia, in questo caso aggiungerò lo stile deluxe a quelli ufficiali. Forse dovrei corredare le spiegazioni di qualche città, per poter offrire un raffronto di quanto detto. Mi suggeriresti un paio di tue città esemplificative per ciascuno stile (agglomeratista e deluxe)?

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MessaggioTitolo: Ci sono anche io!!!   Sab 21 Gen 2012 - 3:58

Mi aggiungo a questa interessante discussione.

Il mio stile lo definirei "dell'isolazionista pentito"
Le mie città sono basate sugli isolati. Anzi addirittura sugli isolati "autarchici" ovvero che sono in grado di soddisfare le proprie necessità autonomamente, lasciando all'isolato industriale l'onere della produzione per l'esportazione.
Questo porta a delle città poco realistiche. Il desiderio sarebbe invece quello di realizzare delle città realistiche. Cerco il compromesso realizzando gli isolati il più vicino possibile collegandoli una volta che hanno raggiunto la stabilità al medesimo livello. Il collegamento lo realizzo generalmente mediante zone agricole in comune che comunque sono isolate dalle zone residenziali tramite corpi di guardia.

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....tamen potissimum cum tu es in fimo usque ad gulam...siles

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MessaggioTitolo: Re: I nostri stili di gioco   Sab 21 Gen 2012 - 6:35

Servius Sertorius ha scritto:
Vesaniente Vento ha scritto:
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Gli Aperture Laboratories la informano che il suo commento sarà valutato con un nota negativa. Seguita dalla morte.
Gordon Freeman ha scritto:
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What a Face What a Face What a Face What a Face

Queste sono bellissime!


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Scorpione Ratto
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MessaggioTitolo: Re: I nostri stili di gioco   Sab 21 Gen 2012 - 7:08

Allora mi sono sbagliato. Chiedo venia, in questo caso aggiungerò lo stile deluxe a quelli ufficiali. Forse dovrei corredare le spiegazioni di qualche città, per poter offrire un raffronto di quanto detto. Mi suggeriresti un paio di tue città esemplificative per ciascuno stile (agglomeratista e deluxe)?[/quote]

Allora ho rifatto quasi tutte le citta in DE LUXE, di queste la maggior parte sono agglomerazioniste:

- DAMASCUS (il massimo della compattezza)
- LUGDUNUM TUTTA SULLA TERRAFERMA (la mia più grande soddisfazione! What a Face )
- CAPUA
- MEDIOLANUM


Tra le De Luxe isolazioniste al momento ho trovato
- MILETUS
- VALENTIA

(Spero funzionino i link...)

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Gemelli Cavallo
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MessaggioTitolo: Re: I nostri stili di gioco   Mar 24 Gen 2012 - 11:52

Felice di prendere la parola dopo l'invito dell'illustre Servius Sertorius...
...dunque, lo stile che io e la mia Accademia prediligiamo e divulghiamo è il "REALISMO URBANISTICO" ovvero lo stile secondo cui una città di Caesar III pur essendo una città immaginaria deve comunque cercare di avere caratteristiche che potremmo facilmente riscontrare in una città reale. Non è detto che una città moderna abbia le stesse caratteristiche di una di 2000 anni fa, però ci sono cose che sono l'essenza stessa di un "centro urbano progettato e realizzato per prosperare"...
I canoni dello stile realista sono:

- La città in Caesar III (e non solo) è un insieme di edifici e personaggi che mandano avanti la vita della comunità "lavorando" in modo sinergico tra loro. Visto lo stretto legame tra edifici e cittadini, non si può pensare di costruire edifici fuori dalla portata dei cittadini. Il motivo principale per cui si costruiscono edifici al di fuori del centro abitato vero e proprio è per raggiungere prima determinati standard di prosperità e cultura, nonchè sfruttare zone agricole/industriali "extra moenia" per massimizzare i profitti (e indirettamente - e forse involontariamente - aumentare i livelli di prosperità e benevolenza). Questa tecnica è spesso adottata dai Sertoriani soprattutto per massimizzare il livello cultura...SOTTOLINEANDO CHE QUESTA NON E' UNA CRITICA ALL'ILLUSTRE COLLEGA SERTORIANO/ISOLAZIONISTA, il Realismo Urbanistico nasce proprio per tentare di raggiungere gli obiettivi di una mappa, lasciando a chiunque guardi la mappa l'impressione che non ci sia "niente di strano". Io, Governator Dianensis non metto in dubbio l'efficacia del metodo sertoriano, sicuramente migliore del mio, ma preferisco che gli edifici siano tutti davvero utili ai cittadini (e per davvero intendo che se si impegnano i tiles della mappa lo si deve fare affinchè l'edificio venga messo dove serve, proprio come nel caso reale risulta normale mettere una scuola in un paese per aumentare il livello di istruzione e non metterla oltre un bosco, con una sola casa nelle vicinanze che ne usufruisce)

- Sperando che i Sertoriani non mi dichiarino guerra, visto il modo così poco "isolazionista" di vedere le città ( lol! ), passiamo in rassegna velocemente anche gli altri stili proposti in precedenza per cercare similitudini/differenze con il Realismo:
AGGLOMERATISMO: una città realista può essere agglomeratista, nel senso che, viste le considerazioni precedenti, meglio stare "vicini vicini" per garantire che ogni edificio sia utile lì dov'è costruito (a prescindere dai livelli da raggiungere)
CAOTISMO: una città realista può essere caotica, ma caotica nel senso che il numero di edifici e di strade più crescere esponenzialmente con l'evoluzione della città
DE LUXE: per carità le città fatte da Goldenaxe sono abbastanza realiste, non al 100% ma mi piacciono

- Il realismo può portare a problemi logistico/gestionali di rifornimento merce, SOPRATTUTTO QUANDO LA MAPPA HA TERRENO ASPRO E ACCIDENTATO...ma siccome il "layout" della città può essere modificato senza gravi mutilazioni (ovviamente seguendo una logica nella progettazione che varia da giocatore a giocatore), bastano poche semplici regole per arginare eventuali fuori controllo...si veda a proposito il DCH di Sertorius

- Il realismo non deve generare esagerazioni di alcun tipo: visto che ogni edificio deve essere effettivamente utile, questa regola deve per forza valere per quanto riguarda gli edifici produttivi (dalle fattorie alle officine). Evitare sovrapproduzione è un bene anche per quanto riguarda l'economia stessa della città: il numero ottimo di edifici produttivi di ogni tipo evita che ci siano lavoratori extra necessari e quindi più immigrazione, più salari da pagare, più beni da produrre perchè c'è più gente...e tutto ciò porta di nuovo ad aver bisogno di nuovi lavoratori creando un circolo vizioso...per il calcolo del numero ottimo di edifici produttivi si rimanda sempre al DCH...in prima approssimazione una città realista (ma non solo) può avere un numero di edifici anche maggiore di quello ottimo, basta solo saper gestire bene gli spazi, i tempi e la manodopera (gran parte del divertimento è proprio questo)

- La vivibilità per una città realista è fondamentale: una città che si rispetti deve avere zone con forte appetibilità e apprezzate dalla gente. Una città deve perciò avere assolutamente un sistema di acquedotti e fontane perfetto, molti giardini e qualche statua messa nel posto giusto. Poco apprezzate sono invece le piazze, soprattutto nei quartieri meno lussuosi dove è poco verosimile vedere strade ben lastricate attraversate da lavoratori e carri. Infine ogni spazio libero all'interno della città dovrebbe essere abbellito con giardini o statue (a prescindere dall'appetibilità) proprio per non dare un senso di abbandono in alcune zone della città (la cosa è invece più tollerabile vicino a zone industriali con poche case).

- L'utilizzo dei corpi di guardia all'interno della città (tecnica isolazionista) è un metodo gradito e utilizzato da un realista per tenere sotto controllo il cammino dei cittadini, infatti per un realista la funzione principale del corpo di guardia non è quella di dividere nettamente quartieri diversi, ma è quella di limitare gli spostamenti di lavoratori fondamentali (commercianti e lavoratori nel settore dei servizi in primis), riducendo l'aleatorietà dei loro percorsi casuali dettati ogni volta dagli incroci delle strade. In questo modo ci si può anche permettere di avere più strade minimizzando il rischio che i lavoratori facciano giri "a vuoto".

- Il territorio deve essere sfruttato con una certa logica: una mappa costiera dovrebbe (e deve) essere il sito per una città costiera che sfrutta al massimo i porti e le banchine; non è realistico avere il mare e preferire espandersi sulla terraferma. L'espansione verso la terraferma deve avvenire solo dopo che il quartiere marittimo ha raggiunto un livello di autosufficienza e stabilità accettabile. Allo stesso modo una città tra le montagne o tra i boschi deve sfruttare al massimo il territorio e le sue materie prime.

- L'aspetto militare è l'unico che non deve sottostare al Realismo Urbanistico: l'unica regola è quella di costruire gli edifici militari il più lontano possibile dal centro abitato.

- Parlando di edifici militari, vale la pena soffermarsi sulle mura: un giocatore che decida di costruire mura per la difesa dovrebbe circondare l'intera città con mura, proprio per dare l'impressione che la città sia davvero protetta (anche senza mettere torri ovunque lungo il perimetro)...e poi dopotutto che mura sono se si interrompono e non circondano l'intera città? A proposito, è da notare che in Caesar IV a un certo livello di evoluzione delle case viene richiesta proprio una fortificazione completa della città per dare maggior senso di sicurezza. Le mura possono interrompersi solo quando si incontra l'acqua o delle rocce (è davvero troppo circondare anche un lago o una montagna!)

- I servizi della città devono essere davvero eccellenti: ogni quartiere in base alle sue esigenze deve essere soddisfatto come meglio si può! Per eccellere nei servizi non è necessario eccedere nella costruzione di edifici...come al solito basta solo mettere gli edifici giusti nel posto giusto.

- I limiti del realismo sono principalmente due:
1) Difficoltà di realizzazione in mappe con territorio accidentato
2) Periodi di realizzazione un pò più lunghi del normale

- Il Realismo si applica anche nell'editor mappe ma con un'ottica diversa: con l'editor si possono creare mappe a nostro piacimento. Ebbene si potrebbero creare mappe storiche che ripercorrono la storia di una città davvero esistita e le sue vicende, cercando di ricreare abbastanza fedelmente il sito geografico (in questo caso Google Maps è utile). Io personalmente ho già creato qualche mappa storica e Goldenaxe le ha testate tutte con ottimi risultati. Chiunque è interessato può farlo presente.

Per sommi capi questo è il "REALISMO URBANISTICO"...se avrò altro da aggiungere lo farò in seguito.

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MessaggioTitolo: The longest post   Mar 24 Gen 2012 - 21:37

What a Face What a Face What a Face What a Face What a Face What a Face What a Face
Probabilmente ci troviamo di fronte al post più lungo nella storia del forum! Complimenti a Governator Dianensis e grazie del contributo! Provvederò ad aggiungere lo stile realista (e il deluxe, non me lo sono scordato, Gold, tranquillo) appena possibile al secondo post del topic.

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MessaggioTitolo: Re: I nostri stili di gioco   Mar 24 Gen 2012 - 22:00

no non penso sia il commento più lungo di tutti lol! comunque spero vi sia piaciuto...

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MessaggioTitolo: Re: I nostri stili di gioco   Ven 10 Feb 2012 - 7:41

Anche io prendo la parola invitato dall'illustre Sertorius. Scriverò poche righe non per fare il modesto, ma per il motivo che qua, di tutta la combriccola, sono il più scarso!
Il mio stile di gioco ha attraversato varie fasi. Ve le illustro.
Anticipo che le varie fasi hanno sempre avuto in comune il fatto di voler superare ad ogni costo il livello, anche a costo della bellezza-efficienza della città (anche nella fase IV ho giocato degli scenari dove, all'inizio di un nuovo anno facevo centinaia di lotti vuoti pur di arrivare alla popolazione richiesta).

Fase I.

La Fase I è stata caratterizzata dalla TOTALE incapacità di gioco (dovuta in parte, ma non solo, alla tenerà età). Quando ho ripreso in mano l'anno scorso avevo di quei salvataggi che se qualcuno avesse visto avrebbe potuto bannarmi dal forum. Ricordo di aver avuto una decina di salvataggi di partite in cui avevo -5000 di capitale (il tetto minimo), abitanti in sole tende grandi, spazi dove si alternavano case a prefetture (e nonostante tutto andavano a fuoco per la mancanza di personale), colossei (non chiedetemi il perchè!!), rotte commerciali attivate senza le officine per produrre i manufatti.

Voto: 0, VOMITEVOLE


Fase II.

La Fase II è caratterizzata da un lieve miglioramente. L'incapacità di gioco non è totale, ma quasi. In questa fase non ho l'attenuante dell'età, iniziavo già ad essere un po' più grandicello. Ma i risultati erano gli stessi. L'unica cosa che riuscivo a fare in più erano delle case un po' più belle. Per il resto riporto alla discussione di sopra.

Voto 3.5, COMPLETAMENTE DA RIVEDERE



Fase III.

La fase III è stata la fase antecedente la mia lunga fuga da Caesar III. Il gioco migliora considerevolmente, passando ad essere da uno schifo a qualcosa di guardabile. Riesco a superare alcuni scenari, ma mi blocco in quelli più difficili. Qua posso iniziare a fare una critica del mio stile di gioco, avendone per la prima volta adottato uno.
La costruzione base della mia città era una strada dritta ai lati della quale posizionavo le mie case

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indicativamente questa era la cellula base della mia città. A destra ed a sinistra delle case posizionavo tutte le strutture per farle crescere; ovviamente avevo di tutte le strutture un inutile doppione, carenza di gestione che mi ha sempre portato ad instabilità delle case e ad una perenne mancanza di lavoratori. Questo è lo schema che ho "adottato" da mio papà (è lui che ha scoperto questo gioco; il suo stile di gioco sinceramente non me lo ricordo, ma mi ricordo la strada con le case ai lati), cercando poi di adattarlo alle esigenze delle varie mappe.

Voto 5,5: CORAGGIOSO



Fase IV.

Dopo anni riprendo in mano il gioco e mi imbatto in questo forum. Scopro l'isolato ad anello doppio. Lo faccio mio (con tutti i miei limiti da pivello) e, grazie a questa struttura base, riesco a completare, dopo anni, la campagna (militare). Quando sono lì lì per passare alla carriera amministrativa (secondo me molto più difficile di quella guerreggiante) quando ri-abbandono il gioco per un altro annetto, cause terze.
L'unico mio grande limite, nonostante la scoperta dell'anello doppio, è stato quello di non voler "studiare" tutti quei calcoli che Sertorius ogni tanto infila qua e là nei saggi e nelle risposte. Ecco perchè, nonostante tutto, le mie prime città del nuovo mondo rimangono sempre nella parte medio-bassa classifica); inoltre questo limite mi ha portato molte volte ad avere problemi con il commercio e con la stabilità delle case.

Voto 6,5: APPENA SUFFICIENTE



Fase V.

L'ultimo atto della mia carriera caesariana è ancora in fase di lavorazione, data destinarsi. Devo trovare il tempo, ma soprattutto la voglia, di studiarmi a fondo tutti i manuli messi a disposizione da questo fantastico forum. Ammetto di essere molto pigro su questo fatto (ma è così un po' per tutto: mi rendo conto che è SBAGLIATISSIMO, ma preferisco la pratica allo studio, sia nella musica che nel poker e in tante altre cose), spero di "spigrirmi" (esiste come termine?? Se non esiste lo invento ufficialmente io in questo momento!) abbastanza in fretta per riprendere in mano questo gioco favoloso!

Voto: N.D.
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MessaggioTitolo: Work in progress   Ven 10 Feb 2012 - 10:32

Attendiamo il completamento della fase V!

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MessaggioTitolo: Re: I nostri stili di gioco   Ven 10 Feb 2012 - 11:06

Interessante analisi quella di Jimmy.
Mi permetto di far notare però, e senza nulla voler togliere all'eccellente lavoro di Servius, che non è necessario conoscere a menadito le basi matematiche ben illustrate nel DCH, anzi che proprio la ricerca di un proprio metodo di soluzione ai vari problemi, anche se matematicamente imperfetto, consente di definire un proprio stile di gioco.

Saluti

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MessaggioTitolo: Re: I nostri stili di gioco   Sab 18 Feb 2012 - 3:57

Ragazzi, che vergogna!
Ho provato a fare una mappa e non mi ricordo nemmeno più come si fa l'anello doppio! Vado a spulciare il forum!
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MessaggioTitolo: Topic aggiornato   Sab 12 Mag 2012 - 0:08

Ho aggiornato il topic aggiungendo i seguenti tre stili:
  1. deluxe;
  2. realismo;
  3. eternismo (neologismo inventato per l'occasione, mi perdoni il signor Zingarelli).

Attendo i feedback in particolare di Goldenaxe, G. Dianensis e Anco Marzio: segnalatemi eventuali imprecisioni.

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